NOVITA’ 2

AGGIORNAMENTO.

 

GRANDE DELUSIONE

Cari lettori, eravamo rimasti (nel link “NOVITA’”) all’elezione del nuovo presidente del comitato pro-suore (don Cingolani), dopo le dimissioni del vecchio presidente esimio avvocato RICCIONI Mauro, cioè al primo luglio dell’anno 2011.

Ebbene sono passati quasi due anni da quell’avvenimento, che pensavamo fosse reale e soprattutto frutto di amore e partecipazione dell’allora nostro amico “sincero” avvocato RICCIONI Mauro. Invece col passare di questo tempo, purtroppo abbiamo scoperto essere tutto un inganno,  frutto di un interesse del tutto lontano dall’amicizia da parte di questo ex amico.

In questi quasi due anni sono successi altri avvenimenti e cioè: in luglio 2012, si è svolto il processo civile, in cui io suor Albina, ero imputata di aver venduto il terreno di Colleluce sottocosto. Poi in gennaio di questo anno 2013, Pierpaolo è stato nuovamente processato per gli stessi reati del primo processo, perchè la zelante PM dr.ssa Polenzani aveva fatto appello alla precedente assoluzione di primo grado. Premetto che siamo stati assolti tutte le volte. Ebbene il nostro caro amico avvocato, è risultato una grande delusione proprio in questi due ultimi anni in cui sono avvenuti questi fatti, tutto il suo interessamento nei nostri riguardi era legato al denaro.

Non vogliamo dilungarci troppo, perchè non vogliamo dare troppa importanza a questa persona in quanto gli daremmo solo pubblicità per altro assai gradita a questo personaggio, per cui raccontiamo brevemente il perchè è stato una grande delusione nella fiducia e nell’amicizia che gli avevamo riposto, nel prossimo capitolo qui sotto riportato. Premetto che troverete tale spiegazione in una parentesi inserita nel prossimo capitolo, assai marginale rispetto ai fatti assai più importanti che sono il vero soggetto di questo blog. Era comunque doveroso da parte nostra, per coscienza, farvi sapere che questo personaggio ha perso ogni nostra considerazione, visto che tante volte in questo nostro blog, lo abbiamo citato erroneamente quale amico e purtroppo nostro avvocato (ora ex). Era nostro proposito eliminare il suo nome dal blog, così da interrompere ogni pubblicità a suo favore, ma avrebbe comportato perdita di tempo e poi ci sembra giusto inserire in questo blog, chiunque collegato a queste nostre vicende, che  ci ha ingannate e tradite.

24 LUGLIO 2012, ALTRA VITTORIA LEGALE.

Prima di tutto:

solo ora aggiorno il nostro blog, perchè non ho avuto tempo in quanto ero impegnata nella conclusione del mio libro che – vi anticipo –  sarà intitolato “RIFIUTATA”.

Ebbene il 24 luglio scorso HO VINTO contro l’ennesimo complotto legale della combriccola ecclesiastica che ora ben conoscete anche voi.

In questo procedimento legale si racchiude la vera causa per cui ci hanno perseguitato e ci perseguitano tutt’ora, il DENARO, di cui sono affamati i fautori di tutta questa abominevole e vergognosa telenovelas ecclesiastica dell’obrobrio, in cui ci hanno fatte diventare protagoniste per sofferenze e umiliazioni perpetrate a nostro danno per anni con inaudita malvagità.

Già vi ho accennato in merito a questa vergognosa vicenda, comunque vi puntualizzo meglio alcuni passaggi.

Dopo essere stata cacciata dall’Ordine, unitamente alla mia consorella Teresa, la combriccola ecclesiastica ha sferrato un altro colpo: ha prodotto, tramite l’esimio avvocato Ventimiglia Andrea del foro di Catania, conclamato laico carmelitano, – che non ha mai vinto nessuna delle vergognose denuncie escogitate a nostro danno –, una denuncia contro la sottoscritta. Ebbene questa denuncia è inerente ad un terreno che io unitamente all’intera comunità abbiamo venduto.

Come già scritto precedentemente nel blog, la comunità che non è mai stata aiutata dalla diocesi di Camerino né dall’Ordine economicamente (neppure spiritualmente), ma solamente sfruttata indegnamente, aveva deciso di vendere questo terreno per poter costruire un ascensore (e così fu nell’anno 2004). Così dopo aver avuta l’autorizzazione dal Vescovo (Fagiani), e dopo i previsti preventivi, riuscimmo a vendere questo terreno, che fu ereditato dal monastero per lascito di una parente di una monaca che visse nella nostra comunità.

Vendemmo questo terreno per una somma di 258.000 € e così una parte di questa somma, circa 48.000 €, la usammo per costruire un piccolo ascensore, vista la problematica delle monache a salire le scale al piano delle proprie celle, essendo malate ed anziane.

Sennonchè la combriccola con il proprio avvocato (Ventimiglia) mi citarono per aver venduto sottocosto il terreno, cercando di revocare la vendita (avvenuta alcuni anni prima), e chiedendomi un risarcimento danni “piccolissimo” solamente 1.200.000 € (un milione e duecento mila euro).

Nella loro ridicola, falsa e disonesta accusa, dichiararono: che io unitamente a Pierpaolo e Teresa eravamo dei criminali (in combutta con tale geom. Cesca, da noi mai conosciuto), in quanto indagati per reati infamanti, per i quali satavamo subendo dei processi (IN SEGUITO TUTTI VINTI !); che il prezzo di vendita era sottocosto rispetto al vero valore dell’immobile; che la firma dell’autorizzazione alla vendita del Vescovo non era valida, addirittura che era falsa. Insomma l’esimio avvocato Ventimiglia, COME SEMPRE, aveva dichiarato un sacco falsità. Infatti i periti sia di parte che del tribunale, constatarono che il valore dell’immobile venduto era giusto, differentemente da quello della controparte, che aveva peritato un valore di oltre un milione di euro (1.000.000€)…  mha!!

Insomma dopo vari anni di causa, il 24 luglio 2012, sono stata assolta dalle ingiuste e vergognose accuse portate avanti con tenacia dall’avvocato Ventimiglia, legale della combriccola ecclesiastica.

L’avidità di denaro della chiesa camerte, non ha prevalso sulla verità e l’innocenza mia, di suor Teresa e Pierpaolo. L’ avvocato Ventimiglia, non è riuscito ancora una volta a calpestare la verità con le sue tresche legali, infamanti, calunniatorie e vergognose, come è infamante, calunniatrice e vergognosa la chiesa che lo stesso rappresenta legalmente.

GIUDICE PAVIDO ?

Sono stata assolta! però senza percepire né i risarcimenti danni (circa 15.000€) né le spese legali (20.000€).

Allora mi chiedo e soprattutto lo chiedo al sig. Giudice Domenico Potetti che ha emesso questa ambigua sentenza: “come mai mi ha assolta e non ha concesso – non dico i danni dovuti – ma almeno LE SPESE LEGALI PIÙ CHE DOVUTE?!”.

Certo ha scritto un sacco di pagine nel cercare di motivare questa – a mio parere e di altre tantissime persone – ingiustizia processuale.

Insomma vengo citata per ciò che non ho commesso, per questo subisco un processo lungo e costoso: infatti 6000€ pagati ai primi due avvocati di Modena (Brezigar, Bardelli), poi revocati perchè onerosissimi, volevano 12000€ per la causa fin lì condotta; 2500€ ad altri due avvocati di Camerino (Poeta, Squillaci), poi anch’essi revocati per il medesimo motivo e perchè totalmente non curanti della causa affidatagli, la sera prima di una udienza non erano a conoscenza di quasi nulla del processo; poi 1000€ anticipati ad altri due avvocati uno di San Severino e l’altro di Castelraimondo (Servi, Riccioni), poi revocati per il medesimo motivo, volevano 9000€ a fine causa (accettata quasi alla fine) per due udienze, quando le memorie difensive erano già state ampiamente costruite dai primi due avvocati di Modena. Poi volevano altre 5000€ di anticipo per la causa di risarcimento da richiedere al Vaticano …mha!! a tal proprosito apro una piccola parentesi:

Grande delusione

(E A DIRE che l’egregio avvocato Riccioni dopo la nostra protesta in Piazza San Pietro a Roma del 2008,  aveva abbracciato la nostra vicenda con passione politica, scrivendo una lettera polemica contro il Papa e costituendo addirittura un fantasmagorico comitato Pro-suore; a tal proprosito mai abbiamo visto circoscrizioni con firme o comunque atti che lo sancissero realmente, insomma mai visto questo comitato! Però varie volte sui giornali e anche in tv non ha mancato di ricordarlo. Pensate che per etica poi ha lasciato la presidenza di questo comitato fantasma ad un prete che abbiamo incontrato una sola volta, il quale mai ci ha chiamati o resi consapevoli di qualche iniziativa (mai fatte); questo perchè a dire dell’esimio avvocato non era eticamente giusto che seguisse una nostra causa essendo presidente del comitato fantasma… mha!  Mai ha proprosto iniziative a nostro vantaggio, che dire: manifestazioni, raccolte firme, interviste, nulla, anzi ogni volta che noi gli esponevamo che avremmo fatto una protesta, immancabilmente si svincolava imbarazzato e scompariva (per timore dei compaesani bigotti); infatti mai si è presentato in loco dove eravamo presenti a protestare, però guarda caso, spesso compariva sugli articoli dei giornali quale promotore del fiabesco comitato. Nell’anno 2011 quando fummo invitati alla trasmissione “Mi Manda Rai Tre”, dopo il secondo processo da noi vinto con l’assoluzione, sarebbe dovuto venire anche lui in trasmissione; la sera prima tutto contento, pimpante, poi alcune ore prima della trasmissione caso strano una terribile diarrea con febbre da cavallo lo impossibilitava a comparire, però si infastidì del fatto che la rai non concesse (su nostra richiesta) la differita che gli avrebbe permesso di essere ammirato su di una poltrona di casa sua, magari con una bella vestaglia di seta e le gambe accavallate a mo di principe del foro (venne meno una golosa pubblicità); chissà, povero avvocato, immaginate se durante l’intervista in differita gli fosse sopraggiunto un attacco di diarrea cosa sarebbe successo.

Per concludere ecco la fine della “sincera” amicizia e di ogni rapporto di lavoro dei sottoscritti con l’esimio fautore del famoso e fantomatico comitato pro-suore:

quando a luglio del 2012 sono stata assolta dalla causa della terra, il Giudice Potetti non concesse né i risarcimenti danni né peggio le spese legali. Ebbene il nostro “amico” avvocato, “Paladino” della nostra vicenda, a mo’ di regalo ci chiese 9000€ (circa 18.000.000 milioni di lire) come parcella. Restammo di stucco, pensavamo che ci avrebbe chiesto più o meno 2000 € (comunque somma assai onerosa), in quanto la causa da lui conclusa era stata presa quasi alla fine e tutti gli atti li aveva fatti l’avvocato di Modena, compresa la difesa. Gli avevamo anticipato circa 1000€ , ma tale somma conclusiva (9000€) non potevamo coprirla e così umiliandoci dicemmo che appena possibile col tempo l’avremmo saldata. Dopo quella richiesta, anche se da tempo sospettavamo di quella falsa amicizia, gli scrivemmo una lettera in cui gli esponevamo le nostre difficoltà a livello finanziario, facendogli così capire la parcella onerosa da lui richiesta. Avendo capito che con questo avvocato “amico” era più che necessario essere chiari, non lasciandosi andare alla tranquillità della fiducia che una vera amicizia ti dà, abbiamo messo in chiaro che il suo operato legale sarebbe andato avanti solo a determinate condizioni, cioè: qualora non fosse riuscito a vincere i due procedimenti che doveva fare (appello alla sentenza per danni e spese legali negate; causa di risarcimento al vaticano), non ci saremmo accollati altre spese, non avremmo potuto pagare  la parcella, l’avrebbe avuta solo se vinceva, con i soldi dei risarcimenti e spese legali. Questo perchè, se la parcella di una causa da lui svolta alla fine era di 9000€, immaginate le altre come potevano essere, qualora non avessimo vinto ci saremmo accollati una vita di debiti verso un legale “amico” e molto oneroso, più di tutti i suoi colleghi da noi conosciuti e poi revocati.

I dubbi divennero quasi realtà, quando questo signore, non ha mai dato risposta alla nostra lettera, e poi divennero più che realtà, quando dopo 6 mesi scoprimmo che non aveva dato inizio all’appello alla sentenza del 25 luglio 2012, dopo che ci aveva confermato più volte telefonicamente, che stava andando avanti. Ancora peggio, come un mercante da bazar (altrochè amico e presidente comitato pro suore), mi propinò un “affare” : disse che non avrebbe voluto nulla riguardo alla causa della terra (le famose 9000 €), in cambio pero avrebbe voluto una somma di 5000€, come anticipo per la causa di risarcimento al Vaticano… Allora chissà quanto ci sarebbe costata in tutto questa causa una volta terminata. Ma se non potevamo pagare tutta l’intera somma di 9000€ in un colpo solo, come potevamo anticipare una somma di 5000€?!!

Inoltre, dopo che gli esprimemmo il nostro disappunto su tale comportamento professionale e soprattutto la nostra delusione su di una amicizia non considerata tale da parte sua, ebbe anche l’ardire di inviare la rinuncia al mandato difensivo.

Ebbene tutti i dubbi su quell’amicizia sono svaniti e, senza scrupoli, abbiamo tagliato ogni rapporto sia legale e soprattutto d’amicizia con  questo signore.

Certo che sono reali le parole di Gesù: “ se trovi un amico trovi un tesoro”, quanto è difficile trovare un vero amico e quanto è facile trovarne dei falsi.)

Torniamo alla sentenza del giudice Potetti.

Abbiamo speso denaro, tempo e salute per essere stati accusati di ladrocinio e calunniati come criminali da una chiesa che poco rappresenta Gesù, insomma abbiamo subito danni gratutitamente a causa di sporche accuse e tutto il resto… Poi ASSOLUZIONE SENZA RISARCIMENTO DANNI NE’ SPESE LEGALI !!! E’ MAI POSSIBILE sig. GIUDICE ?!!!

Noi e tanta gente ci chiediemo: probabilmente il giudice per pavido timore della chiesa interessata in questa porcheria, riverenzialmente ha preferito non toccare i danari profumati d’incenso, chissà così avrà pensato di aver guadagnato il paradiso! O forse, per non avere problemi con quei tentacoli ecclesiastici così viscidi e fastidiosi per la cariera… chissà!

Non me ne voglia, ma auguro al signor Giudice che ha commesso questa ingiustizia, di poter vivere la medesima cosa che abbiamo vissuto noi. Essere citato, processato e assolto, ma senza percepire né i danni né le spese legali; probabilmente lascerebbe correre ugualmente perchè guadagna molto bene. (Italia! Italia! culla del diritto… Beati gli americani che per vicende molto inferiori hanno percepito risarcimenti milionari. – Piccola digressione – : in America hanno dovuto vendere le chiese per pagare i risarcimenti per la pedofilia, qui in Italia altrochè vendere le chiese dovrebbero.)

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PROTESTA  IN  PIAZZA  A  CAMERINO. (27 luglio 2012)

2aDue giorni dopo la sentenza, io e Pierpaolo abbiamo protestato incatenandoci ad una panchina, in piazza del Duomo di Camerino davanti alla curia. Purtroppo suor Teresa non era con noi, in quanto impossibilitata ad essere presente per motivi fisici, comunque ci aveva pregato di riferire sul comunicato stampa che col cuore e con la mente era unita a noi e legata a quella panchina.

La mattina del 27 luglio alle ore 10, io e Pierpaolo ci siamo incatenati ad una panchina posizionata vicino alla statua di Papa Sisto V, proprio al centro della piazza del Duomo di Camerino, difronte al negozio di articoli religiosi e all’entrata della Curia.

Pierpaolo aveva un cartellone in cui vi era scritto: “SIGNOR VESCOVO!! SIAMO STATI ASSOLTI SEMPRE!! DAI PROCESSI DA VOI MACCHINATI. QUANDO LE VOSTRE SCUSE?! QUANDO I RISARCIMENTI DANNO!!! VERGOGNA!!!”

nel mio cartellone vi era scritto: “ SIGNOR VESCOVO!! PER VOI ERAVAMO: LADRE! VIOLENTE! PROSTITUTE! PAZZE! 3 PROCESSI SEMPRE ASSOLTI!  AVETE ROVINATO 3 VITE !!!  VERGOGNA!

Durante la protesta, non sono mancati episodi interessanti, da parte di una signora sicuramente bacia mano irriverente che ha 3acominciato a sbraitare contro di noi urlando a mo’ di untrice medioevale “Vergogna! Vergogna! Andate via!”; poi da parte dell’addetto stampa del Vescovo, mi pare un certo Staffolani, il quale senza scrupoli ed educazione ha offeso me e soprattutto Pierpaolo, con affermazioni gravi e scandalose: infatti, pensando che nessuno lo stava ascoltando e soprattuto registrando in audiovisivo, ha affermato dopo essere stato stuzzicato da Pierpaolo, che lui unitamente al suo amico Vescovo sono dediti alle donne e anche ai bambini, insomma gli piace ad entrambi andare a donne… e anche a bambini (il tutto è stato registrato e ci sono testimoni pronti a testimoniare). Questo episodio ed altri li abbiamo ben descritti in una lettera che abbiamo inviato al Vescovo Brugnaro, alcuni giorni dopo l’uscita degli articoli inerenti alla nostra protesta (sottoriportata).

Ora che avevamo vinto tutto, che eravamo stati sempre assolti dai processi causati dalle loro infamanti e vergognose denuncie a nostro

4adanno, il vescovo stretto alle corde (dalla protesta), non mancava di esprimere sui giornali la propria viltà e vergognosa ipocrisia, differentemente dalle sue dichiarazioni insinuanti e sleali fatte pubblicare quattro anni prima sull’Avvenire. Questa volta affermava che non era a conoscenza di nulla, che lui era arrivato in diocesi dopo la nostra cacciata dal monastero, che la diocesi di Camerino non c’entrava nulla, che tutta questa vicenda era interna al monastero, insomma un gran sacco di sciocchezze e stipidaggini, perchè non sapendo cosa dire l’unica cosa era negare! Negare! Negare! E depistare sulle proprie responsabilità e soprattutto su quelle dei suoi confratelli di diocesi totalmente smascherati.

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Purtroppo, in questo articolo del Resto del Carlino, come succede tante volte, la notizia non è esatta. Il giornalista dice che l’intento della nostra protesta era di avere con l’esimio signor Vescovo BRUGNARO un incontro. Sbagliato! Non volevamo per nulla un incontro con un personaggio così meschino, che a mo’ di Ponzio Pilato ha sempre negato il suo coinvolgimento in questa porcheria ecclesiastica, infatti se leggete gli articoli qui esposti potrete ben capire che vescovo è costui, e se leggete la nostra lettera sottoriportata, capirete che lo abbiamo redarguito per ciò da lui dichiarato sui giornali

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COMUNICATO STAMPA.

Questo è il comunicato stampa che abbiamo scritto per darlo ai giornalisti presenti alla protesta.
C’è riassunta in piccola parte la nostra vicenda, e soprattutto abbiamo voluto mettere in risalto che non vi era più nulla su cui la combriccola poteva attaccarsi per poter ancora diffamare infangare e calunniare. Avevamo vinto tutto! Ecco perchè poi il vescovo, vilmente, non ha saputo fare altro che negare, depistare sulle sue responsabilità e su quelle di tutti gli altri enti ecclesiastici coinvolti in questa porcheria ecclesiastica. L’ipocrisia del vescovo è veramente vergognosa, ed infangante la nostra povera Chiesa, che avrebbe bisogno di veri ministri di Cristo e no di falsi profeti e sepolcri imbiancati.
Prima del comunicato, voglio trascrivere una lettera che ho inviata ad una giornalista del giornale “La Sicilia” di Catania (dr.ssa Carmen Greco), alcuni giorni dopo la protesta. Ci tengo a dire che speravo venisse pubblicato qualche articolo inerente a questa protesta, anche a Catania e provincia, come in passato fu fatto in merito alle denuncie e relative indagini fatte sull’avvocato Ventimiglia. È importante che anche nei luoghi dove vive l’esimio avvocato dell’Ordine Carmelitani e di tutta la combriccola, si sappia che cosa lo stesso ha fatto a tre innocenti, instaurando deununcie vergognose, infamanti e diffamanti a loro carico, portandoli a subire tre processi penali e uno civile, infangando e rovinando loro la vita. Si è sempre boriosamente dichiarato essere un carmelitano laico, tale titolo è pure presente nei suoi timbri legali. Ebbene è vergognoso per il Carmelo avere un signore che tramite la legge perseguita degli innocenti, per riverenza e sottomissione a dei falsi profeti.
Purtroppo, penso non sia stato pubblicato nulla, ma non c’è problema perchè PRESTO ANCHE QUEI LUOGHI AVRANNO DA LEGGERE, VEDERE ED AMMIRARE LA NOSTRA PROTESTA.

S. Giovanni Rotondo (Fg), 01.08.2012

Egr. Dr.ssa Carmen Greco,

sono suor Albina di Gesù Ostia al secolo Carmela Lo cantore.
Se ricorda le ho scritto l’anno passato se ben ricordo a marzo del 2011, dopo che io la consorella Teresa Izzi e Pierpaolo Melchionda, eravamo stati assolti per la seconda volta nel processo penale per appropriazione indebita, istruito dall’AVV. ANDREA VENTIMIGLIA.
Se ricorda sono la suora che unitamente alla sua consorella Teresa ci siamo legate a Piazza San Pietro l’8 giugno 2008, per protestare contro la persecuzione ecclesistica che avevamo subito e cha tuttore subiamo.
Bene oggi le scrivo, come promesso, per renderle noto che sono stata assolta anche nell’ultimo processo istruito dall’Avv. VENTIMIGLIA del foro di Catania. Era una causa civile, anche questa facente parte della persecuzione subita anche grazie all’accanimento legale dell. Avv. VENTIMIGLIA, che mi vedeva imputata per aver venduto un pezzo di terreno del monastero dove ero suora, secondo l’avv. Ventimiglia, ad un prezzo inferiore al suo valore. Se avessi perso avrei dovuto pagare alla chiesa la somma di 1.200.000,00 € ( un milione e duecento mila euro).
Ebbene il 24 luglio scorso sono stata assolta, per cui la chiesa rappresentata dall’avv. VENTIMIGLIA di Catania è stata sconfitta in tutte le sue deplorevoli iniziative legali, ora richiederò i risarcimenti danni.
Cosa importante che il 27 luglio s, a pochi giorni dalla sentenza a nostro favore, io unitamente all’ex custode del monastero, ci siamo legati nella piazza del Duomo di Camerino, sede dei processi da noi vinti e sede della chiesa da cui sono scaturiti i processi e tutta la persecuzione da noi subita e per cui ci siamo legati quattro anni fa e anche il il 27 luglio scorso.
Con tale protesta abbiamo ribadito la nostra innocenza alla luce di tutte le vittorie legali avute contro l’Avv. VENTIMIGLIA e la chiesa che rappresenta. Abbiamo ribadito alla chiesa camerte che ora ci devono pagare i risarcimenti danni per tutte le sofferenze subite e i processi ingiusti da noi vinti.
Tra qualche mese uscirà il nostro primo libro in cui descriviamo molto bene questa ingiustizia ecclesiastica.

Le allego a questa il comunicato stampa che abbiamo consegnato ai giornalisti il 27 luglio scorso, quando ci siamo legati davanti al Duomo di Camerino.

Sono usciti gli articoli che ci riguardano, che le potranno servire per capire tutto quanto:
-il più oggettivo e quello di Andrea Busiello della Conache maceratesi -Camerino-. (www.conachemaceratesi.it/2012/07/27/ suor-albina-si-incatena…(Suor Albina si incatena in piazza “ora vogliamo giustizia”)

– Messaggero, Macerata – Camerino del 27/07/2012 (Suore assolte, protesta sotto il sole: accuse ingiuste).

– Resto del Carlino – Macerata e provincia – Camerino del 27/07/2012 (L’ex priora si incatena in piazza).

– Corriere Adriatico – Camerino-Tolentino del 27/07/2012 (S’incatena per protesta l’ex priora del convento)

Cara dottoressa, se vuole mi chiami pure, al mio cell. 340.2359318.
Purtroppo ho il pc rotto, per cui mi servo di un internet point di Manfredonia. Mando Pierpaolo ogni due giorni per controllare le email. Grazie. Suor Albina (Lo Cantore Carmela).

COMUNICATO STAMPA

Comunichiamo alla stampa che noi: SUOR ALBINA DI GESU’ OSTIA EX SUORA DI CLAUSURA DELL’ORDINE DEI CARMELITANI ANTICA OSSERVANZA, e PIERPAOLO MELCHIONDA, siamo qui oggi a ribadire la nostra innocenza in tutta questa porcheria ecclesistica che abbiamo subito da più di 10 anni e che tuttora subiamo.
Due giorni addietro abbiamo vinto l’ennesima causa a nostro danno, frutto dell’ennesimo soppruso da noi subito procuratoci dalla chiesa Camerte, dall’Ordine dei Carmelitani e dal Vaticano.
Abbiamo vinto tutto:
– 3 processi penali infamanti e vergognosi per chi li ha progettati e cioè: la DIOCESI DI CAMERINO, L’ORDINE DEI CARMELITANI ANTICA OSSERVANZA, e il VATICANO tramite la CONGREGAZIONE DEI RELIGIOSI.
– Mercoledì 25 del c.m. Abbiamo come già detto vinto la causa civile inerente ad una vendita di un terreno. Io suor Albina se avessi perso, avrei dovuto pagare alla chiesa che mi ha rovinata la vita e cha sta continuando, la somma di 1.200.000,00 € (un milione e duecento mila euro).
– Io la mia consorella suor Teresa, siamo state cacciate dall’Ordine e per questa vergognosa chiesa siamo tornate laiche. Poi siamo state denunciate e processate. SIAMO STATE ASSOLTE!!! TUTTO è DURATO PARECCHI ANNI DAL 2005 AD OGGI 2012,riguardo a queste terribili vicende giudiziarie, dove ci hanno definite LADRE, VIOLENTE, PAZZE, TRUFFATRICI E PROSTITUTE.
Ripetiamo SIAMO STATI SEMPRE ASSOLTI ! ! !
allora vogliamo sapere dal VESCOVO FRANCESCO BRUGNARO della diocesi, ora alla luce di tutte queste sconfitte della chiesa che rappresenta, cosa ha da dire !!!! visto che tempo fa quando eravamo indagati grazie alle calunnie e cattiverie a noi buttate addosso come fango sporco dai suoi confratelli di diocesi, disse al giornale “Avvenire “ che tutti dovevano dare fiducia alla chiesa anche perchè la giustizia ordinaria ci aveva indagate e ci stava processando. Secondo questo esimio Vescovo tutti dovevano dare credito alle porcherie che aveva fatto la chiesa che lui rappresenta, cioè denuncie più che lecite e doverose contro di noi e soprattutto la vergognosa ESPULSIONE CHE IO SUOR ALBINA e la mia consorella SUOR TERESA avevamo subito, avendoci tolto il vestito religioso e buttate in mezzo ad una strada come due barbone.
Questa chiesa che non rappresenta GESù ma lo sporco denaro e la cattiveria dei suoi componenti, ci ha definite LADRE, VIOLENTE, PROSTITUTE, e TRUFFATRICI, dopo che le abbiamo dato tutta la vita come monache di clausura poi denunciate e processate. SIAMO STATE SEMPRE ASSOLTE, ANCHE DUE GIORNI FA IL 25 LUGLIO ! ! !
Grazie a tante persone che ci vogliono bene, abbiamo potuto pagare fior di quattrini a bravi avvocati, che ci hanno difesi.
Però chiedo al VESCOVO, FRANCESCO BRUGNARO, al PADRE GENERALE DELL’ORDINE CARMELITANI ANTICA OSSERVANZA, AL VATICANO E SOPRATTUTTO AL SANTO PADRE, CHE è SEMPRE STATO IN UN COLPEVOLE SILENZIO RIGUARDO A QUESTA ABOMINEVOLE INGIUSTIZIA ECCLESIASTICA, PUR SAPENDO TUTTO,
QUANDO I RISARCIMENTI PER I DANNI CHE ABBIAMO SUBITO ? !!!!
E QUESTO LO CHIEDO ANCHE AI SIGNORI GIUDICI CHE CI HANNO SEMPRE ASSOLTI.
Suor Teresa purtroppo per motivi di salute non è con noi qui oggi a protestare, ma è come se lo fosse. Ha detto di riferire che è con noi sempre.

Abbiamo terminato un libro che fra qualche mese uscirà. E qui è narrata parte di questa orribile ingiustizia ecclesiastica. Poi ne uscireà un secondo in cui verrà narrata dettagliatamente anche il coinvolgimento colpevole del SANTO PADRE in tutto ciò.
Ricordiamo che abbiamo aperto un BLOG in cui è descritta tutta questa telenovelas ecclesistica dell’obrorio http://www.lesuorelegate.wordpress.com
Io PIERPAOLO MELCHIONDA,
sono qui a protestare contro l’ingiustizia vergognosa che ho dovuto subire unitamente alle due suore Suor Albina e suor Teresa.
Sono stato processato 2 volte per reati penali degni di incalliti camorristi a causa di denunce infamanti e calunniose, fatte a mio danno dalla chiesa di Camerino.
SONO SEMPRE STATO ASSOLTO CON FORMULA PIENA !!!
quindi tutta questa ingiustizia ecclesiastica è stata smascherata.
Sono stato infangato e rovinato nell’onore, nella dignità, e nel lavoro.
Ora chiedo alla Chiesa e alla magistratura:
QUANDO I RISARCIMENTI DANNO ? !!!!
Il SANTO PADRE ha sempre saputo tutto, in questi anni lo abbiamo informato molte volte, di questo complotto ecclesiastico, ma mai ha dato risposta, neppure dopo la eclatante protesta delle due suore avvenuta davanti a San Pietro l’8 giugno 2008.
è una VERGOGNA!!!!!!!!!!!!

LETTERA AL VESCOVO BRUGNARO DI CAMERINO.

Dopo la protesta in piazza a Camerino, il giorno dopo (28 luglio 2012), sono usciti gli articoli dei giornali (soprapubblicati). Come sempre alcune testate sono state riverenzialmente caute a raccontare la verità, descrivendo la Chiesa oggetto delle porcherie, in modo superficiale o adddirittura non menzionandola proprio… (bacia mano ipocriti, o vile timore? Chissà!). Comunque alcuni articoli sono usciti, senza timore dei tentacoli viscidi di questa Chiesa materialista.
Ebbene in alcuni di questi articoli, sua eccellenza Mons BRUGNARO, con ipocrisia, viltà ed indifferenza, deplorevole per uno che dovrebbe testimoniare Gesù, ha negato, depistato e detto un gran sacco di sciocchezze. – La Diocesi non c’entra con la vicenda, che lui non era al corrente di nulla, quando quattro anni prima dopo la nostra prima protesta in Piazza San Pietro dichiarò un gran sacco di stupidaggini e vili insinuazioni al giornale dei Vescovi “L’Avvenire” del 9 giugno 2008.
Ebbene non sto a raccontarvi tutto, vi trascrivo la lettera che abbiamo inviato al Vescovo e alle altre autorità ecclesiastiche protagoniste di tutta la persecuzione, è ben descritto ciò che vi ho pocanzi accennato, soprattutto il vergognoso e meschino comportamento del Vescovo e del suo addetto stampa, vedrete che onesti e puliti personaggio sono:

SUOR ALBINA DI GESU’ OSTIA
(Carmela Lo Cantore)

Per:
Sua Eccellenza
ARCIVESCOVO DI CAMERINO-SAN SEVERINO MARCHE
GIOVANNI FRANCESCO BRUGNARO
“curia arcivescovile”, Piazza del Duomo
62032 Camerino (Mc)

Per conoscenza:

Sua Santità
BENEDETTO XVI
SEGRETERIA DI STATO
I^ Sezione. Affari Generali
0120 CITTA’ DEL VATICANO (Roma)

Rev.mus Prefetto
CONGREGAZIONE DEI RELIGIOSI
Piazza Pio XII, 9
00193 ROMA

Rev.mus Prefetto
CONGREGAZIONE PER I VESCOVI
Piazza Pio XII, 10
00193 ROMA

Rev.mus Padre Generale
CURIA GENERALIZIA CARMELITANI A.O.
Via Giovanni Lanza, 138
00184 ROMA

Castelraimondo, 4.08.2012

Signor Francesco Brugnaro,

mi ripresento, sono SUOR ALBINA DI GESU’ OSTIA, ma visto che mi ha definita sui giornali signora, ebbene mi chiamo Carmela Lo Cantore. Premetto che, come potrà notare ad inizio lettera, anche per la sottoscritta lei è uno dei tanti laici che indossano una palandrana vescovile indegnamente e presto le spiego il perchè, insomma non me ne voglia ma lei è uno dei tanti impigati col vestito della ditta per cui lavora (mi consenta lo sfogo, che forse capirà).
Il 24 luglio scorso, ho vinto anche la causa civile, caro monsignor Brugnaro. Si immagini che se fossi stata condannata, avrei dovuto versare 1.200.000,00 € (un milione e duecento mila euro), al monastero, dove per orltre quarant’anni ho vissuto tra quattro mura a pregare e servire gente come lei, che si definiscono ministri della Chiesa.
Io e la consorella Teresa Izzi, mi correggo la signora Izzi per zelanti uomi di chiesa come lei, e il signor Pierpaolo Melchionda, abbiamo vinto tutte le cause e i processi conseguenti istituiti contro di noi dalla chiesa che lei rappresenta.
Certo non è una totale vittoria, perchè il giudice mi ha prosciolta unitamente agli altri imputati (notaio dr. Sciapichetti e società “La Quercia”), ma, caso strano, non ha consentito al risarcimento danno e ancora peggio neppure alle spese legali.
– Si sente tranquillo che i soldini della curia non sono per ora ancora stati toccati … vero?! – L’importante è quello, per lei e la chiesa che rappresenta in fondo gli scandali e le nefandezze che progetta, non sono nulla in confronto allo sporco denaro che cerca di custodire con tanta parsimonia e zelo ecclesiastico nei portafogli dei suoi sepolcri imbiancati.
Avrà esclamato a gran voce, – Vittoria! -. La chiesa non ha dovuto, ripeto per ora, sborsare nessun soldino per le sue porcherie fatte subire a tre innocenti, e questo ora lo si può gridare caro monsignor Brugnaro, visto che tutto abbiamo vinto, tutti i processi da voi ben progettati.
Il 27 luglio io e Pierpaolo, ricorda il “Mostro del monastero, l’uomo ombra del monastero”, ci siamo legati in piazza del Duomo a Camerino, proprio sotto alla sua Curia. Purtroppo la consorella Teresa non era presente personalmente per via della salute compromessa grazie a tutte queste porcherie subite. Nello stesso modo dell’8 giugno 2008, abbiamo ribadito la nostra innocenza, questa volta alla luce di tutte le vittorie legali da noi conseguite.
Forse caro monsignor Brugnaro, non sa cosa vi era scritto nei due cartelloni che avevamo ben esposti durante la protesta. Ebbene nel cartellone che aveva Pierpaolo vi era scritto : “ SIGNOR VESCOVO ! SIAMO STATI ASSOLTI SEMPRE !! DAI PROCESSI DA VOI MACCHINATI. QUANDO LE VOSTRE SCUSE ?!! QUANDO I RISARCIMENTI DANNO ?!!VERGOGNA !!!
Nel mio cartellone invece vi era scritto : “ SIGNOR VESCOVO !! PER VOI ERAVAMO LADRE! VIOLENTE! PROSTITUTE! PAZZE! 3 PROCESSI SEMPRE ASSOLTI . AVETE ROVINATO 3 VITE !!! VERGOGNA !!!
Caro Francesco, se mi permette di parlarle come fratello, penso questa volta si sarà informato leggendo i giornali e vedendo la televisione marchigiana, visto che ogni volta se ne lava le mani dicendo che non è mai a conoscenza di nulla.
Comunque è veramente deplorevole e vergognoso vedere la sua ipocrisia e falsità così evidentemente espressa sui giornali. Voglio dire: che in quasta occasione in cui lei e la sua chiesa avete evidentemente perso, ed in cui è stata smascherata tutta questa persecuzione ecclesiastica, da voi progettata con inaudita malvagità unitamente all’Ordine e alla Santa Sede, tale da far espellere due religiose dalla chiesa e poi denunciarle, farle processare insieme ad un laico per reati degni di incalliti delinquanti … lei Francesco … lavandosi le mani, ne viene fuori pulito affermando ai giornali che: “ Non conosco quanto accaduto, in quanto i fatti si sono verificati quando io ancora non ero arrivato a Camerino “ (Cronache Maceratesi del 27/07/2012). Nel Corriere Adriatico, al giornalista che l’ha interpellata telefonicamente, perchè era in ferie, si è dichiarato “ estraneo ai fatti avvenuti prima del mio insediamento e che riguardano non l’arcidiocesi, ma la vita interna del monastero di Santa Maria.”. Poi il giornalista del Resto del Carlino, purtroppo erroneamente ha scritto che l’intento da parte nostra era di avere con la protesta un incontro con lei … Caro Francesco. Assolutamente non volevamo avere nessun tipo di contatto con lei, mi perdoni se sbaglio, ma eventualmente doveva essere da parte sua l’iniziativa di scusarsi pubblicamente e per conto della chiesa che rappresenta. Comunque anche a questo giornale ha dichiarato così: “ Rispetto la magistratura – speriamo che nel convento ritornino la serenità e la pace anche dopo queste situazioni. Io non sono mai stato contattato da queste signore, che non hanno mai richiesto un incontro con me. Questa vicenda risale a un periodo in cui non ero vescovo a Camerino, inoltre la questione – ha concluso – non coinvolge la diocesi.”.
Caro Francesco, non si dicono le bugie: – La diocesi non c’entra?!! –
Le lettere diffamatorie da cui è scaturita la cosiddetta Visita Aspostolica che ha commissariato poi il monastero, sono partite da alcuni preti della sua diocesi, anche se lei non era ancora arrivato. Certo c’era all’epoca il suo “onestissimo” collega Mons Vecerrica, che ha ben tirato le fila col vicario Mons Blanchi e compagnia bella, in cui in sordina ha ben lavorato anche l’ordine, e mi riferisco al Padre provincile dell’epoca, Bellotti Claudio. Poi la Santa Sede con la Congregazione dei religiosi, all’epoca capeggiata dal Card Rodè è entrata in causa direttamente, mandando la Commissaria Pontificia suor Giovanna Marino. Risultato di questa macchinazione: cacciata di Pierpaolo con relativa denuncia, poi espulsione delle suore, che ora sono le “signore”, poi denunciate anche loro in concorso con Pierpaolo. – Insomma vuole far credere che tutta questa porcheria è interna al monastero? Crede che il mondo intero sia fatto di imbecilli e di ottusi che credono alle sue fandonie? L’intervento di Mons Vecerrica, di Mons Blanchi e dei preti che meschinamente hanno mandato in Congregazione delle lettere diffamatorie a nostro danno non coinvolgono la diocesi ?!! Allora faccia una cosa, si vada a leggere gli atti della visita apostolica tenuta dalla Santa Sede e vedrà se la sua diocesi non c’entra! Mi viene da dirle RIDENDO, – Per caso il monastero è sotto la giurisdizione del comune?! – La diocesi non c’entra… – allora c’entra il sindaco?! allora la mattina la messa al monastero la và a celebrare l’assessore ai lavori pubblici o il geometra capo tecnico del comune?! – Certo il sindaco, essendo il vescovo del paese dice la messa solo al Duomo per alcune importanti ricorrenze. – Allora lei caro Francesco, ha preso il posto del sindaco?! forse non si ricorda che lei non è più un politico ma ha fatto il seminario ed è diventato un Vescovo esponente della Chiesa cattolica?! – Allora le chiedo: – ma lei è un Vescovo o è ancora un politico?! – Visto che si è sentito dire che lo era prima di diventare un “ministro” della Chiesa”. Se non ha le idee chiare chiami la Santa Sede e chieda se fa parte della chiesa o di un partito politico. Mi permetta a tal proprosito, caro Francesco, di dirle simpaticamente: “ Perchè ha lasciato la carriera politica per farsi vescovo? … Forse ha ragione è la stessa cosa… anzi meglio …”
Insomma è intervenuta anche la Santa Sede, con una visita apostolica atroce, poi anche il Papa che ipocritamente ha mandato un suo emissario, all’epoca Mons Nesti della Congregazione, a chiedere perdono per le cattiverie avvenute alla fine della visita. Fu un atto ipocrita quello del Santo Padre, infatti poi l’espulsione delle due suore e tutto il resto… e lei dice la diocesi non c’entra! – Se ne rende conto delle stupidaggini che ha dichiarato?! –
Ma poi come si fa a dire che non l’abbiamo mai contattata, quando dovrebbe essere lei, insieme all’Ordine e alla Santa Sede a contattarci per chiederci scusa e risarcircire i danni per tutta questa porcheria da noi subita.
Noi e la gente dovremmo sforzarci di credere che tutto è partito dal monastero e che tutto si è svolto tra noi e le quattro consorelle anziane, che non sanno quasi nulla di tutto ciò che è successo, perchè tenute all’oscuro di tutto proprio da voi. Poverette hanno anche dichiarato il falso: in un procedimento contro di noi, sulla medesima questione, hanno detto una cosa e in un altro procedimento hanno detto l’opposto, forse tutto ciò frutto di una mala istruzione da parte del vostro esimio Azzecca carbugli.
Non si preoccupi nel prossimo libro che sta per uscire e nel secondo che uscirà il prossimo anno, tutto verrà ben spiegato, così leggendoli, potrà convincersi che ha detto una gran quantità di sciocchezze ai giornali del 27 luglio 2012.
Caro monsignore, dice di non conoscere i fatti, che è estraneo all’accaduto…
Allora non si ricorda che dopo la protesta mia e di Teresa dell’8 giugno 2008 a Roma, i giornali la contattarono, e il 10 giugno, dopo due giorni dall’accaduto, uscì un articolo sull’Avvenire (giornale dei vescovi); il titolo era:
“ SUORE DI CLAUSURA ALLONTANATE DAL CONVENTO. IL VESCOVO DI CAMERINO: “TUTELARE I DIRITTI DELLA COMUNITA’”.
Domenica mattina le due anziane religiose si erano incatenate in San Pietro.
ROMA. Clamoroso gesto di due ex suore carmelitane, che domenica mattina, poco prima dell’Angelus, si sono incatenate davanti a piazza San Pietro, per protestare contro la presunta “cacciata” dal loro convento di Camerino. “ La vicenda – ha spiegato in una nota l’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, Francesco Giovanni Brugnaro- ebbe inizio nel 2005. Il caso è stato sottoposto al discernimento di tutti gli organismi interessati, sia del Carmelo sia della Sede apostolica. Successivamente sono stati aperti due procedimenti, tutt’ora in corso, presso la giurisdizione ordinaria italiana”. “A nome dell’Arcidiocesi e mio personale e per conto della comunità del monastero – prosegue l’arcivescovo – partecipo la mia evangelica comprensione per ogni sofferenza e presto l’attenzione dovuta alle esigenze di giustizia. Tuttavia – avverte monsignor Brugnaro – il rispetto dovuto alla magistratura ci evita ad evitare ogni indebita pressione, ma ci autorizza comunque a ricordare che oltre alle esigenze delle ex-religiose interessate, esistono anche i diritti primari di una intera comunità religiosa da troppo tempo costretta alla sofferenza e privata della necessaria serenità”. “ E’ oppinione di questo ordinario – conclude la nota dell’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche – che la delicatezza del caso deve suggerire una maggior fiducia nella legittima autorità della Chiesa e un’attenzione più completa alla complessità della vicenda”…

– Cara Eccellenza, queste dichiarazioni le ha fatte quattro anni or sono!!! Allora come fa a dire il 27 luglio del 2012, dopo la nostra protesta in piazza a Camerino, ripeto a quattro anni dalla protesta fatta a Roma e dalle sue dichiarazioni, che non conosce l’accaduto, che è estraneo ai fatti?!!! -.
Parafrasando il suo collega di Diocesi, monsignor Blanchi, con i suoi dialettismi marchigiani, mi viene da dirle simpaticamente: – Ma ce fai o ce sei?! – (Per questo non si offenda caro monsignore). – Si ricorda che Pierpaolo le ha scritto unitamente a me e Teresa una lettera molto lunga e ben dettagliata datata 4 ottobre 2008?!-. Era una lettera dai toni duri, che voleva essere un ammonimento alle sue dichiarazioni furbe ed attendiste fatte all’Avvenire (articolo sopracitato). Questa lettera le venne inviata in raccomandata, e lei “molto educatamente”, la respinse al mittente. Allora Pierpaolo ne inviò una seconda, allegando anche una copia della lettera da lei respinta, in cui la ammoniva riguardo al suo gesto poco educato e soprattutto poco consono per un Pastore di anime quale lei dovrebbe essere. Ebbene come fece Pierpaolo, le ripeto urlandole nelle sue orecchie da sordo politicante: “ Allora Cara Eccellenza, anche adesso che abbiamo vinto tutti i processi difendendoci così dalla chiesa che lei rappresenta, le ripeto come fece Pierpoalo quattro anni or sono nella lettera da lei “educatamente” respinta – LA GENTE ORA DOVREBBE O NO AVERE PIÙ FIDUCIA IN QUELLA CHIESA E ALLA SUA LEGITTIMA AUTORITÀ ?!! -.
Caro Monsignor Brugnaro, leggendo poi le sue dichiarazioni al giornale della sua diocesi del 3 agosto scorso (vds Appennino Camerte in alleg.), veramente per non piangere è meglio sforzarsi di ridere. Sono dichiarazioni paradossali, che fanno venire veramente il volta stomaco per la loro superficialità e ipocrisia.
Come sempre da Ponzio Pilato, se ne lava le mani allo stesso modo, dichiarando che all’epoca dei fatti non era ancora alla guida della diocesi, e su questo punto le ho spiegato la mia posizione pocanzi e non ci torno sopra. Poi, la immagino, con un riverente inchino verso il giudice levarsi il cappello, mi scusi lo zuccotto, per lo scampato pericolo di dover aprire l’imbottito portafogli e dover sborsare più di 250 mila euro per i danni arrecati a tre innocenti. Ci credo che le viene dal cuore caro Monsignore la sua educata e ruffiana dichiarazione: – Bisogna giustamente applicare le sentenze dei giudici … -. Chissà: – avrebbe dichiarato la medesima cosa se avesse dovuto risarcire i danni e le spese legali ?!! -, forse no, o forse si per l’ipocrisia del caso, ma con voce sommessa e mano tremolante nell’accingersi ad aprire il portafogli. Stia pur certo che ancora non è finita, e chissà, magistratura permettendo potrò avere la soddisfazione di immaginare lei e i suoi compagni di sventura, leggermente ricurvi con mano tremolante e goccia di sudore sulla fronte, cercare quel portafogli che tanta fatica fa a venir fuori dalle quelle tasche tanto oneste e generose.
Tutte le altre affermazioni sono un crogiolo di ipocrisia e falsità, tipiche di quella chiesa falsa e ipocrita, che nasconde le sue meschine infelicità con un falso alone di bontà e comprensione divina. Parla di comprensione, di ritorno alla normalità, di fedeltà, di equilibrio, di cammino di fede, di coerenza, di esistenza, di carità, di accolglienza reciproca, di rispetto della giustizia (grazie non hai dovuto pagare i danni eh!!!), di cattivo esempio e di vita cristiana. – Un semplice, giusto e doveroso mea culpa no!!! – . – Monsignor Brugnaro, ma come fa a dire accoglienza reciproca, quando respinge anche le lettere maleducatamente, quando non siamo più potuti entrare in monastero, telecamere e guardie giurate, quando siamo state cacciate, denunciate ed infangate fino all’anima di noi stessi?!!! come fa ad essere così spudoratamente iprocrita ?!!! -. Non ho altro da aggiungere, i fatti parlano e parleranno ancora per tanto tempo … – Vedrà se non dico il vero!-.

A proposito prima di accludere le lettere che le inviammo nel 2008 da lei respinte “educatamente”, volevo informarla di un paio di deplorevoli avvenimenti che riguardano: il primo il suo addetto stampa, mi pare un certo Staffolani, il secondo suor Paola Colletta del monastero:

Primo avvenimento (addetto stampa Vescovo Brugnaro).
Il suo addetto stampa, ha fatto affermazioni molto gravi, durante la nostra protesta in Piazza del Duomo. Era presente come altri giornalisti in Piazza e con fare dispregiativo ha fatto domande insinuanti e tendenziose. Cercava di mettermi in difficoltà, senza riuscirvi, con domande tipo: “cosa ne pensa del perdono in merito a questa situazione “; senza dubbio gli ho risposto che non perdono nessuno di quella combriccola che ha fatto tutto questo male, perchè prima del perdono viene la giustizia, anche loro devono passare tutto ciò che ho passato io, Pierpaolo e suor Teresa, devono rispondere dei loro sporchi misfatti alla giustizia umana molto imperfetta, e poi a quella divina che non sbaglia come quella umana .. ci siamo capiti vero a cosa mi riferisco?!! Poi quando il ragazzo cercava di spiegargli le ragioni della protesta come ad un qualsiasi giornalista che era lì presente per avere informazioni, con fare aggressivo e prepotente, lo ha provocato dicendogli : “Stai zitto!Smettila di parlare! ”. Non contento ha rincarato la dose di offese, dicendogli: “ Ma cosa pensi che l’Italia non vada vanti lo stesso anche senza di voi? “. Poi è arrivata una macchina con all’interno una donna bionda, che si è fermata per caricare questo suo intimo amico (mi riferisco a lei caro monsignore), e le spiego perchè della parola intimo: prima di entrare in macchina ha ulteriormente provocato Pierpaolo, dicendogli con fare tracotante e spregiudicato: “ Ma tu sei innamorato?!”, e poi indicando la donna bionda all’interno della macchina, continuava dicendogli canzonandolo: “ Vedi mò me ne vado con sta biondona alla faccia tua!”. Pierpaolo a questo punto gli rispondeva in modo fermo, tirando in causa lei cara Eccellenza e con fare stuzzicante gli diceva: “ Certo tra te e il tuo amico vescovo vi divertite con le biondone “. Al che il suo intimo amico ancor più tracotante rispondeva: “ Certo che ce piaccione le donne!”. Al che Pierpaolo, stuzzicando il suo giornalista fidato per vedere fin dove arrivava, e facendo mente agli ultimi scandali di pedofilia che la chiesa ha commesso, gli diceva: “ Ho sentito dire che piacciono anche i bambini e le bambine a certa gente, non solo le biondone… “. Ebbene il suo fidato giornalista riferendosi anche a lei, inaspettatamente rispondeva tracotante e sicuro di sé così: “ Certo che ce piacciono … a noi ce piace tutto, raccogliemo tutto! Magniamo tutti i tipi di carne noi!”, poi soddisfatto delle porcherie dette, se ne andava.
Purtroppo non è finita, poco dopo tornava, continuava ad insultare Pierpaolo, ribadendogli che unitamente a lei caro monsignore, gli piaceva mangiare tutti i tipi di carne riferendosi ai bambini e alle bambine. Non contento si avvicinava a me e sorridendo con fare provocatorio e canzonatorio mi diceva puntandomi il dito: “ Madre un solo dispiacere ho per lei, che ne sarà della sua anima?”. Beh!, dopo le sue ultime affermazioni sporche e escandalose mi è sembrato più che giusto rispondergli così: “ E’ meglio che guardi la tua di anima e quella del tuo vescovo!”.
Ma vede Eccellenza che il suo amico giornalista, in quelle sue scandalose dichiarazioni ed esternazioni provocatorie, in cui ha fatto riferimento anche al suo adorato vescovo, era talmente impulsivo e tracotante da infischiarsene totalemente di alcuni giornalisti e laici lì presenti, i quali hanno ascoltato tutte le sue “pulite” affermazioni di carattere pedofilo; e sono pronti a testimoniare anche in sede legale tutto quanto hanno udito dal suo “accorto” addetto stampa. Ma ancor più, lo stesso, non si accorgeva mentre esternava con passione e determinazione le sue porcherie, che Pierpaolo lo stava registrando con una piccola digitale. Questo signore pensava fosse solo una digitale fotografica (infatti diceva a Pierpaolo ridendo -ma che fotografi-) mentre è anche una telecamera, cioè vale a dire che può registrare fino a 14 minuti consecutivi di filmato.
Quando Pierpaolo avvisava codesto sporcaccione che era stato registrato in tutte le sue esternazioni di carattere sessuale che facevano riferimento anche lei caro mons Francesco, allora ha cambiato atteggiamento, ha smesso di provocare, di insultare ed è fuggito come un topo senza fare più ritorno. Abbiamo chiamato anche un maresciallo dei carabinieri poco distante da noi, che è rimasto scandalizzato ed irritato da tale situazione, e ci ha detto che se fosse tornato a molestarci lo avrebbe portato via.
Per ora queste belle registrazioni e testimonianze le tengo nel cassetto, poi si vedrà.
Comunque mi scandalizza pensare che un vescovo come lei, così diplomatico e accorto nel rilasciare interviste ai giornali, si possa circondare di simili individui, infami e prepotenti, sporcaccioni e meschini. Se non fossi stata seduta su di una sedia a rotelle e legata ad una panchina, le assicuro che lo avrei fortemente schiaffeggiato il suo “bell’amico” giornalista. Deve ringraziare anche Pierpaolo che non si è slegato e non l’ha gonfiato di calci nel sedere, perchè un individuo simile solo quello può meritare … che vergogna!!!

Secondo avvenimento (suor Paola Coletta, maestra novizie monastero S. Maria del Carmine).
L’11 agosto c.m., ho telefonato alle carmelitane ed ha risposto suor Paola colletta, che è attualmente la maestra delle novizie. Le ho chiesto di poter parlare con suor Teresina Albani, in quanto volevo porgerle le condoglianze per la morte di sua sorella suor Nazzarena Albani, venuta a mancare l’8 agosto scorso. Al che suor Paola Colletta, mi ha chiesto chi fossi ed io ho risposto che ero suor Albina. A questo punto suor Paola con grande sorpresa ha esclamato: – uuuuh!! come stai?! -, io andando al dunque della questione, le ho risposto: – Abbiamo vinto i processi, tutti e tre, ed ora aspettiamo i vostri risarcimenti, pare che ci le meritiamo dopo tante sofferenze fisiche, morali e spirituali! -. Al che la suora di 52 anni, con fare da maestra mi ha detto: – suor Albina, serenità e pace e soprattutto il perdono -.
– Il perdono? … quando decidete di inginocchiarvi e chiedere perdono? -, A quasto punto, così ho risposto senza esitazioni all’ipocrisia di questa suora. Sennonchè con estrema freddezza e durezza mi ha controbattuto: – Noi non chiediamo perdono, perchè suor Giovanna Marino – All’epoca dei fatti Commissaria Pontificio – ha denunciato voi tre solo per santa obbedienza! -.
– Mi edifica tutto questo, si obbedisce per uccidere il fratello e la sorella e poi tocca a noi pure chiedere il perdono ai nostri aguzzini …-, così ho risposto alle paradossali parole della suora maestra.
Non un minimo accenno a parole di scusa o quanto meno ad un atteggiamento che facesse capire che la suora era imbarazzata, vista la sua posizione scomoda e oramai smascheratamente colpevole; nulla, totale indifferenza, e con incredibile e vergognosa faccia tosta, la suora manteneva la sua posizione di durezza e paradossale ammonimento nei miei confronti dicendomi: – L’avvocato ci ha riferito che voi avete vinto solo parzialmente … e pensate un po’ a tutto quanto avete scritto sui giornali! -.
Forse per chi leggerà, e non mi riferisco a lei monsignore, resterà allibito dal comportamento di questa spregiudicata suora di clausura, che, paradosso, ammonisce tre innocenti per aver vinto tre processi causati proprio da individui come lei, tirando addirittura in causa “l’azzecca carbugli” dell’Ordine, il quale come legale ha fatto totalmente fiasco non riuscendo ad intrappolare con le sue tresche legali tre innocenti, risultandone sempre sconfitto. Inoltre, il riferimento agli articoli dei giornali apparsi dopo la nostra protesta in Piazza a Camerino del 27 luglio, è veramente vergognoso e paradossale, è come si suol dire il colpo di coda del demonio. Allora chiedo alla suora e a lei egregio monsignore arcivescovo. – Cosa avrebbero dovuto scrivere i giornalisti? Forse dovevano rimanere in silenzio?! O forse come la suora, dovevano dichiarare che l’ultima causa è stata vinta dai tre “eretici” solo parzialmente, perchè il giudice non ha concesso i risarcimenti e le spese legali?! Dovevano come lei egregio monsignore, dire sciocchezze per depistare in merito alla colpevolezza della chiesa che è la protagonista di questa orribile vicenda ecclesistica?! Meglio, comportarsi allo stesso modo del Santo Padre con indifferenza e colpevole silenzio, esaltando una deplorevole omertà ecclesiastica con l’intento di tener celate le proprie meschinità?! -.
Insomma per la suora “maestra”, ciò che abbiamo dichiarato ai giornali, durante la nostra protesta in piazza a Camerino, sono cose di cui ci dovremmo vergognare … cose che non si dicono!
Ebbene caro monsignore e cara suor Paola, chi si deve vergognare siete voi, per le cattiverie così ben progettate da quella chiesa che rappresentate, e condotte con zelo ecclesistico tipico dell’inquisizione medioevale. Caro monsignore da questa incredibile storia, è stata smascherata quella chiesa camerte, con i suoi sporchi tentacoli che arrivano al Vaticano e all’Ordine, che è un rigurgito medioevale, dove è normale accusare, processare e condannare poveri innocenti solo perchè non si sottomettono alla sua prepotente autorità. Più volte ho scritto, anche a lei caro monsignore, che grazie a Dio non ci troviamo all’epoca di Sisto V nei frangenti di oggi, altrimenti io, suor Teresa e Pierpaolo, saremmo stati cenere in un bel rogo al centro della piazza di Camerino. Invece guarda caso durante la protesta, io e Pierpaolo eravamo all’ombra della statua di Sisto V … come sono cambiati i tempi e monsignore? Ci siamo scampati il rogo, ma non la malvagità che ancora e ben radicata nella sua chiesa, quella malvagità che infanga da millenni la vera Chiesa di Cristo! Quella chiesa che non si addopera alle opere del diavolo, con tresche, complotti e persecuzioni orribili, ben depistate e dissipate da vili silenzi, e vergognosa omertà dei suoi fautori.
Mi scusi il lungo commento torniamo alla telefonata:
– Chiedetelo ai giornalisti! e per favore chiamami suor Teresina o la Priora che non ho tempo da perdere con chi ci ha ucciso! -.
Così ho risposto alle paradossali parole della suora, con durezza e senza darle spiegazioni in quanto era lei che avrebbe dovute darne a me.
La conclusione di questa “fraterna ed amorevole” telefonata c’era da immaginarsela:
suor Paola, piena di “amore fraterno” e dimostrandomi il “suo perdono”, mi ha chiuso sgarbatamente il telefono, senza chiamarmi suor Teresina e non permettendomi così di farle le condoglianze.
Ogni ulteriore commento al comportamento di suor Paola Colletta è superfluo.
Però ci tengo a dirle che codesta suora nel 2002, fu ospitata al monastero di Camerino, in quanto essa su esplicita richiesta ci chiedeva di essere accolta, in quanto aveva dei problemi con la sua comunità di Jesi. Era in crisi vocazionale, allora decidemmo di accoglierla, ma dopo circa un mese di sua permanenza a Camerino, io che all’epoca ero priora unitamente alle consorelle, decidemmo anche di rimandarla da dove era venuta. Tenne sia in comunità che al difuori di essa un comportamento veramente poco consono ad una monaca ed in alcuni momenti anche scandaloso. All’interno del monastero dimostrò troppo attaccamento a Pierpaolo, evidenziando palesemente un infatuazione per nulla religiosa, tanto che lo stesso Pierpaolo ci confidò che la stessa esternava dei comportamenti poco seri per una monaca, continuava a dirgli di fondare con lui una comunità religiosa mista di donne e di uomini, stuzzicandolo sul suo futuro di uomo sposato. All’esterno, in una occasione in cui dovetti allontanarmi dal monastero per motivi di salute, la portai con me. Fummo ospitate da una famiglia con molta cortesia e qui la suora nei giorni avvenire diede vita ad escandescenze ed euforie molto lontane dal comportamento di una monaca; in presenza di chi ci ospitava e di altri estranei, tenne un comportamento scandaloso, attirando l’attenzione con balli, salti e discorsi inopportuni, esempio: – io vorrei essere una zingara, andare sempre in giro con un carrozzone -, poi ballava alzandosi la tonaca in maniera scandalosa. Era chiara la sua crisi, ma dovemmo rimandarla al suo monastero di Jesi.
Ora guarda caso è maestra delle novizie proprio al monastero di Camerino, dove non fu accettata dalla nostra comunità per i motivi pocanzi riassunti, ancora più strano è che l’unica suora novizia da lei diretta è una ragazza che si è portata dal suo monastero di Jesi, con granvi problemi, e che in passato non fu anch’essa accettata dalla nostra comunità (anche su consiglio di qualche frate carmelitano che la conosceva bene ) e da tanti altri monasteri di altri ordini.
Ora, forse, è più comprensibile il comportamento di questa suora tenuto con la sottoscritta al telefono.
Bene Eccellenza, ora le trascrivo le lettere che le inviammo quattro anni or sono, a cui “educatamente” non ha mai dato risposta, così potrà ricordare e riflettere sulle sue ultime bugie, ma che dico al suo atteggiamento da moderno Ponzio Pilato, inoltre potrà darsi una spolverata alla memoria e forse in futuro starà più attento a fare certe dichiarazioni giornalistiche, perchè le assicuro sentirà ancora per tanto tempo parlare di noi, fino a quando non otterremo giustizia, con scuse e risarcimenti per i danni subiti. In futuro, sarà inutile piangere la clemenza dei giudici per non pagare i danni, caro signor Vescovo … e ogni riferimento è puramente casuale!!:
(questa lettera che ora vi trascrivo è già stata inserita nel blog alla voce “novità”, però la inseriamo nuovamente per contestualizzarla in questo capitolo)
San Giovanni Rotondo, 4 ottobre 2008

Eccellenza Reverendissima Francesco Giovanni Brugnaro,

in questo momento sono l’una del mattino e ho appena riletto la nota che Lei fece pervenire all’Avvenire, in merito al clamoroso gesto delle due “ex suore”, pubblicata il 10 giugno 2008 in un piccolissimo articolo al margine di una pagina di secondaria importanza.
Mi dispiace contraddirla, ma la vicenda come Lei ha definito è un dramma, che suor Albina, suor Teresa ed il sottoscritto hanno subito congiuntamente e disgiuntamente all’intera comunità. Non ebbe inizio nel 2005 ma alcuni anni primi, precisamente nel 2001, anno in cui il sottoscritto iniziò la sua opera missionaria al monastero, perchè gli organismi come Lei li definisce, si erano totalmente disinteressati da vari decenni della sorte di quella comunità anziana e bisognosa. Non entro in merito al perchè di ciò in quanto prima o poi verrà a galla.
La complessità della vicenda, come ha definito, merita spazio e attenzioni per cui non mi soffermo ulteriormente con delucidazioni in merito, perchè sarebbero riduttive in una lettera il cui spazio a disposizione è esiguo.
Lei afferma che “il caso è stato sottoposto al discernimento di tutti gli organismi interessati, sia del Carmelo, sia della Sede Apostolica. Successivamente sono stati aperti due procedimenti, tutt’ora in corso presso la giurisdizione ordinaria italiana”. Mi corregga se sbaglio, tali affermazioni si riferiscono alla svestizione, cioè la valutazione e il giudizio che hanno portato gli organismi interessati alla decisione di espulsione e allontanamento delle due suore , prima dalla comunità e sucessivamente dall’Ordine.
Pur essendo la sua una nota succinta ed attendista, si può ben percepire anche la situazione che riguarda il sottoscritto visto che menziona il procedimento:
Sucessivamente sono stati aperti due procediemnti ecc. Si dà da intendere che gli organismi hanno compiuto il loro dovere con onestà metodo e legittimità, in relazione al fatto che sucessivamente a quelle decisioni divenute operative con “regolare decreto”, compaiono due procedimenti giudiziari che testimoniano e conferiscono a ragione l’operato degli organismi.
I procedimenti: il primo è l’accusa al sottoscritto di reati di circonvenzione, violenza, truffa ed estorsione, ed il secondo la nullità della vendita del terreno con la pena per Madre Albina di restituire al monastero la somma di denaro della vendita.
Per farla breve Eccellenza, dopo che suor Albina e suor Teresa si sono legate per la disperazione, a Piazza San Pietro a dimostrazione della loro innocenza e quella del sottoscritto, Lei ha giustificato brevemente ma telegraficamente tutto l’operato di quegli organismi interessati, avvisando che c’erano due procedimenti giudiziari, così da intendere che il famoso discernimento e tutto ciò che ne ha fatto seguito, svestizione, espulsione ed esposto al sottoscritto, erano giustificati di diritto dai procedimenti legali susseguenti. La Chiesa nella veste di quegli organismi aveva proceduto con legittimo ed onesto discernimento nei nostri confronti, tanto che la legge dello stato italiano ci aveva indagati e messi alla sbarra confermando così il giusto operato di quegli organismi.
L’intera comunità religiosa Lei afferma, che da troppo tempo era costretta alla sofferenza e privata della necessaria serenità. Mi par di capire che la comunità ha perso la serenità a causa del sottoscritto e delle due ex monache prima e dopo l’intervento degli organismi eclesiastici. In definitiva la causa della sofferenza della comunità sono il sottoscritto e le due ex monache, prima all’interno e poi all’esterno del monastero.
Molte persone che frequentavano il monastero, compresi anche vari religiosi e sacerdoti, sono pronti a confermare il contrario. Sarebbe gradevole incontrare suor Teresina Albani, suor Nazzarena Albani, suor Agnese Martella, suor Maria Grazia, suor Maria Pia e chiedere loro se stavano così male sotto la direzione di Madre Albina, e se sdegnavano l’operato missionario del sottoscritto. Eccellenza mi pare che nessuno più possa incontrarle, mi corregga se sbaglio. Stranamente non sono mai state presenti alle udienze, neppure la Commissaria che è il fulcro dell’accusa, dispiacere o vergogna per la mia sorte? Erano così impaurite dal sottoscritto e dalle due ex monache da far impiantare telecamere costose e sistemi di allarme? Carabinieri e guardie giurate che controllavano il perimetro, sembra di vedere non un monastero ma un carcere di massima sicurezza… mi consenta povere monache, Perchè tutto questo?
A un mese e mezzo dall’uscita dal monastero con regolare permesso della Congregazione, suor Teresa giungeva al monastero per ritirare alcuni oggetti personali che le necessitavano. Monastero blindato, telecamere e allarmi. Gli veniva negato l’ingresso come fosse totalmente estranea. Doveva ricorrere ai carabinieri che la scortavano all’interno del monastero e la riaccompagnavano all’esterno una volta presi gli oggetti. Le consorelle erano segregate nelle loro celle.
Nel gennaio 2007 quando il sottoscritto è giunto al monastero per ritirare i propri oggetti è stato tenuto a vista dalle guardie giurate, come un delinquente e suor Albina che lo accompagnava non ha avuto il diritto di salutare le sue consorelle con le quali aveva condiviso quasi tutta la sua vita, la Commissaria con angelico e glaciale comportamento le ha detto che non poteva incontrarle perchè in ritiro spirituale, poco dopo è giunto Mons Blanchi a confermare il divieto. La cosa peggiore che non le è stato offerto alla consorella anziana e malandata, neppure un bicchiere d’acqua e lasciata così al freddo sopra i gradini dell’ingresso del monastero con le lacrime agli occhi. Mi consenta è una vera e propria vergogna.
Le ricordo che a febbraio del 2005, gli organismi della Chiesa hanno indetto una Visita Apostolica al monastero di Camerino, perchè al Vaticano erano giunte lettere accusatorie nei miei confronti e della Priora da alcuni preti della sua attuale Diocesi, la visita dopo mesi di sofferenza si concludeva con un verbale in cui veniva scritto che la comunità in effetti aveva bisogno di aiuto, e null’altro, anzi il principale Visitatore Apostolico, che Lei penso conosca in quanto sacerdote nella sua diocesi, rilasciò al sottoscritto una dichiarazione da lui firmata e timbrata in cui si complimentava col sottoscritto per l’aiuto non indifferente che stava dando alla comunità bisognosa del Carmelo di Camerino (la conservo gelosamente). Il visitatore responsabile, ha tenuto un comportamento ambiguo durante l’intero iter della visita, passando da atteggiamenti bonari ad atteggiamenti duri ed intimidatori. “ Non sorrida, perchè ho il potere di toglierle l’abitto! “, così il visitatore, all’apertura della visita, si rivolse alla Madre Albina nei parlatori del monastero in presenza di tutta la comunità impaurita, solo perchè l’anziana Madre malata di cuore, accennò ad un sorriso di diniego verso alcuni atteggiamenti irrispettosi del prelato. Poi probabilmente avvertendo la paura della comunità per tali atteggiamenti, alcuni giorni dopo chiedeva perdono alla comunità e al sottoscritto. Si pose in discordanza anche col Codice di Diritto Canonico, vietando severamente al confessore di suor Albina e suor Teresa, che era anche il sacerdote dei ritiri spirituali della comunità, di andare al monastero per assolvere a quelle necessità spirituali fondamentali delle due religiose, privandole della libertà di coscienza, che è un fulcro della religione cristiana cattolica.
Nei primi di ottobre del 2005 venivano inviate al monastero stranamente tre monache di altri monasteri, monache che in passato non avevano mai aderito alle richieste di aiuto della Priora suor Albina. il 6 ottobre del 2005, giungevano al monastero alcuni prelati degli organismi da Lei citati, destituivano senza spiegazione suor Albina e cacciavano in malo modo il sottoscritto, una delle monache si dichiarava al cospetto dei prelati Commissaria Pontificia, dopo essersi fatta passare per tre giorni con astuzia o meglio inganno, come suora giunta solo per aiutare la comunità. Il 14 ottobre suor Teresa e suor Albina col permesso di Mons Nesti e del Prefetto Rodè partivano sconvolte e traumatizzate per tale incredibile situazione alla volta di un soggiorno per curarsi. Da qui una escaletion di situazioni incredibili mancanti di una totale spiegazione: La congregazione le vuole dividere e afferma che sono fuggitive addirittura negando il permesso dato ad allontanarsi per motivi di salute; al sottoscritto giunge nei primi di gennaio 2006 l’atto giudiziario che lo indaga per reati terribili, degni di un camorrista. Le suore non rientrano al convento perchè non viene data loro spiegazioni dalla Congregazione in merito al fatto che le vuole dividere. Coerentemente preferiscono viste le situazioni ambigue createsi, di non allontanarsi dal sottoscritto per timore che una volta rientrate venga loro impedito di testimoniare la verità in sede legale. Hanno anche paura che succeda loro qualcosa di brutto. Producono memorie difensive ai decreti di espulsione ingiustificati e mai spiegati, la risposta degli organismi è come sempre elusiva e mai chiarificatrice attraverso canoniche lettere dai contenuti freddi e categorici. Poi espulsione definitiva, interrogatori, udienze fino al processo.
Eccellenza conclude la sua nota così “ E’ oppinione di questo ordinario che la delicatezza del caso deve suggerire a tutti una maggiore fiducia nella legittima autorità della Chiesa e un’attenzione più completa alla complessità della vicenda “.
Eccellenza adesso pensa che dovremmo avere più fiducia in quella Chiesa e alla sua legittima autorità? Quella legittima autorità un tempo ha mietuto vittime innocenti attravereso il rogo e la decapitazione. Ringarzio Dio di non essere capitato in quell’epoca nel frangente di oggi, io e le suore saremmo cenere da un bel pezzo. Certamente spero ora che tutti diano attenzione a quella complessità.
Concludo: il 30 settembre 2008 alle ore 14 sono stato assolto dal giudice perchè il fatto non sussiste, sono innocente. Melchionda Pierpaolo, carabiniere in congedo non è un truffatore, non ha circonvenzionato, ne violentato e ne truffato quelle monache per estorcere loro denaro. Ha rischiato più di tre anni di carcere per sporche calunnie. Per anni ha subito l’onta per ciò che non ha commesso, e con lui le due povere anziane monache, si per me e per tante altre persone sono e resteranno vere monache, anzi sante monache per tutte quelle porcherie che hanno dovuto masticare. Non hanno scelto l’ipocrisia di restare vestite con l’abito religioso e soffrire interiormente per il tradimento verso gli insegnamenti di Cristo. Il loro comportamento è un esempio di coerenza evangelica, in cui l’amore freterno verso il prossimo ha vinto l’ipocrisia, la superbia e gli intrighi di potere. Sono sicuro che un giorno queste due stupende anime saranno riabilitate dalla vera Chiesa, non quella canonica, dalle mani ossute e dai volti pallidi il cui unico vangelo è lo scettro del potere.
Ebbene Eccellenza, quanti perchè avrei da porle… sono sicuro che non saprebbe dare una risposta.
Una cosa è certa l’umiltà e l’onestà che dovrebbe regnare nei cuori di chi è consacrato al Signore, ancora di più in un Pastore e apostolo come Lei, dovrebbe cacciare l’insidia dell’orgoglio e della superbia e spingerla con vero trasporto evangelico a chiedere perdono a Dio e scusarsi pubblicamente, a nome suo e del suo clero, col sottoscritto e le due ex suore, per tutte le sofferenze subite a causa dell’operato non degno di organismi che rappresentano la Chiesa di Cristo.
La cosa più certa è che le porte degl’inferi non prevarranno su di Essa, Eccellenza faccia in modo che non sia così.
Distinti saluti
Pierpaolo Melchionda

San Giovanni Rotondo, 25 agosto 2009

“Egregia” Eccellenza Brugnaro,

c’era da immaginarsela la sua reazione davanti ad una lettera di un “diabolico eretico”.
Come sempre la chiesa di Camerino non si smentisce, piena di arroganza e boria … e Lei sarebbe un Pastore di anime? Povere anime!.
A voi servono bigotti e servi che vi lustrino i piedi. La chiesa che ha combattuto Lutero è ben presente ai giorni nostri.
Come si definirebbe il suo comportamento? Arrogantemente indifferente? O evangelicamente prudenziale?
Grazie a Dio non siamo più all’epoca di Sisto V, perchè il vostro modo di agire metterebbe in imbarazzo anche lui.

Una domanda le pongo: è così sicuro che Gesù sia il suo Maestro?

Cordialmente
Pierpaolo Melchionda

Le ricordo caro monsignore che non abbiamo mai avuto risposte alle lettere a lei inviate.
Eppure non può dire di non averle lette, in quanto le abbiamo anche trascritte nel nostro blog in internet da più di un anno, e questo blog è stato più volte menzionato e ben trascritto sui giornali marchigiani (vds copia articoli in alleg.). Chissà, visto il suo atteggiamento paradossale e vile, in merito alla sua estraneità e a quella della sua diocesi sui i fatti che mi riguardano, sarà facile in futuro leggere sui giornali che lei non conosce neppure il blog delle suore, che si sono legate prima a Roma e poi a Camerino, proprio all’entrata della sua curia.
Eccellenza Francesco Brugnaro, la saluto ricordandole che la Chiesa non ha bisogno di quantità ma di qualità… Purtroppo questa qualità tante volte viene combattuta e calpestata da quella spregiudicata quantità che è ben radicata nella nostra povera Chiesa, così vilipesa ed infangata dai suoi smeschini sotterfugi e dalla sua brama di potere.

In Gesù e Maria
suor Albina di Gesù Ostia
(Carmela Lo Cantore)

PS: Le allego le copie di vari articoli giornalistici citati nella lettera, così potrà fare mente locale su ciò da lei dichiarato ai giornali nei vari anni.

A Lei Santo Padre, le ricordo che nell’anno 2011 le abbiamo spedito la quarta lettera, e come per le altre inviate in passato non abbiamo mai avuto risposta.
Bene a questa quinta lettera, le alleghiamo anche la penultima quella del 2011, chissà che i suoi collaboratori della Segreteria di Stato si siano dimenticati di consegnarla nelle sue sante mani.
La salutiamo in Gesù e Maria e restiamo sempre in attesa di risposta, speriamo non sia sempre vana.

ALTRI ARTICOLI SULLA PROTESTA.

CRONACHE MACERATESI 27 LUGLIO 2012
Suor Albina si incatena in piazza
“Ora vogliamo giustizia”
CAMERINO – Dopo l’ennesima assoluzione tornano a farsi sentire le due ex religiose e il factotum del convento delle Carmelitane al centro di un’intricata vicenda che si protrae dal 2005 e che ha portato al loro allontanamento dall’Ordine e a tre processi per appropriazione indebita, truffa e altri reati.

9a

Pierpaolo Melchionda e Suor Albina durante la protesta di oggi

di Andrea Busiello
Tornano a chiedere giustizia con una nuova, vistosa azione di protesta Suor Albina (al secolo Carmela Lo Cantore), 77 anni, e Pierpaolo Melchionda, 44 anni, che questa mattina si sono incatenati a una panchina in piazza Cavour a Camerino, a due passi dalla statua di Papa Sisto V. Non era presente per motivi di salute la terza persona coinvolta nella vicenda, Suor Teresa.
A monte della storia ci sono un’ispezione eccelesiale e un’inchiesta della procura. Suor Albina era la priora del convento delle Carmelitane di Camerino, prima di esserne allontanata dopo che un’ispezione ecclesiale del 2005 aveva scoperto varie irregolarità, compresa la presenza di un uomo ospitato come custode nella struttura, Pierpaolo Melchionda.
Alcune religiose avevano sostenuto che la sua presenza era indispensabile, visto che il convento ospitava suore molto anziane.
Dall’ispezione, però, erano emersi anche ammanchi di denaro, sui quali era stata aperta un’inchiesta della magistratura. Quest’ultima, nel 2007, ha chiesto il rinvio a giudizio dell’uomo per truffa e circonvenzione di incapace. I processi penali si sono chiusi con le assoluzioni delle due suore e di Melchionda, mentre mercoledì è arrivata l’assoluzione anche per quanto riguarda la causa civile.
E la protesta di questa mattina è arrivata proprio a seguito dell’ennesima sentenza che ha visto assolti Suor Albina, Suor Teresa e Melchionda. Nei cartelli che hanno esposto, rivolti al vescovo Francesco Brugnaro, si leggeva “tre processi sempre assolti. Avete rovinato tre vite. Vergogna!” e ancora “Quando le vostre scuse? Quando i risarcimenti dei danni?”. ”Io e la mia consorella” ha dichiarato Suor Albina “siamo state cacciate dell’Ordine e per questa vergognosa chiesa siamo tornate laiche. Poi siamo state denunciate e processate. Siamo state assolte! Tutto dura da anni, dal 2005. Terribili vicende giudiziarie dove ci hanno definite ladre, violente, pazze, truffatrici e prostitute. Quando i risarcimenti per i danni che abbiamo subito? E questo lo chiedo anche ai signori giudici che ci hanno sempre assolti. Suor Teresa oggi, purtroppo, per motivi di salute non è qui con noi a protestare, ma è come se lo fosse. Ha detto di riferire che è con noi sempre”.

1b

Il convento delle Carmelitane di Camerino

Nella causa civile conclusasi mercoledì scorso, inerente la vendita di un terreno,     Suor Albina se fosse stata condannata avrebbe dovuto pagare alla Chiesa un milione e duecentomila euro. Ma, come detto, è arrivata un’altra assoluzione e ora le due (ex) religiose e Melchionda tornano a chiedere giustizia, come fecero nel giugno del 2008, quando si incatenarono a due passi da piazza San Pietro a Roma. “Il Santo Padre” ha concluso Melchionda “ha sempre saputo tutto. In questi anni lo abbiamo informato molte volte di questo complotto ecclesiastico, ma mai ha dato risposta. E’ una vergogna”.

In merito alla vicenda ha espresso il suo punto di vista anche il vescovo di Camerino, Francesco Giovanni Brugnaro, chiamato direttamente in causa dalla protesta in piazza Cavour. Il vescovo, infatti, ha dichiarato di non conoscere quanto accaduto, in quanto i fatti si sono verificati quando lui ancora non era arrivato a Camerino.

FORUM DELL’ARTICOLO.
Vi pubblichiamo anche il forum inerente a questo articolo, che è molto interessante, in cui vi sono dei commenti di alcuni lettori, ai quali ho dato risposta.

8 commenti per “
Suor Albina si incatena in piazza
“Ora vogliamo giustizia”

1.
il 27 luglio 2012 alle 16:05
Il vescovo….un Ponzio Pilato moderno.
Con l’aggravante che 2000 anni fà agivano in base a notizie riportate oralmente ora “il vescovo” non va nemmeno a ciclistaleggersi le carte nei processi in cui la sua “curia” è parte in causa.
2.
stella il 28 luglio 2012 alle 10:00
“tre processi sempre assolti” allora affidiamoci ad un buon Studio di Avvocati facciamo una richiesta di risarcimento milionaria e ….buttiamo le catene che non servono a nulla.
3.
Gianfranco Cerasi il 28 luglio 2012 alle 10:58
Certo che il vescovo ci fa proprio una bella figura….
4.
piros il 28 luglio 2012 alle 13:16
caro Ciclista e caro Gianfranco, prima di attaccare un ARCIVESCOVO e non un Vescovo, informatevi bene delle notizie.
1 al tempo della vicenda Mons. Brugnaro era un ambasciatore e non era a Camerino
2 il Carmelo è sotto la governatura della santa sede e non dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, ed esattamente sotto il Cardinale RE
3 la Sig.ra Carmela non è una più una suora ma è una semplice laica come altre persone.
4 si il sig. Pierpaolo e la sig.ra Carmela non sanno neanche che a Camerino dal 2007 è cambiato il proprio Arcivescovo, e non è più Mons. Fagiani Arcivescovo emerito che governava in quel periodo.
In conclusione Mons. Brugnaro non è un Pilato degli anni 2000, e ne uno che ci fa la propria bella figura.
5.
Alfredo il 28 luglio 2012 alle 19:38
Ben detto Piros, prima di dare giudizi sommari bisogna conoscere i fatti poi, non sempre la verità processuale coincide con quella reale. Credo che lei abbia fatto un passo nella direzione giusta. Comunque un intervento dell’autorità religiosa, anche in risposta alle accuse che gli sono state rivolte dai “tre assolti”, sarebbe sicuramente auspicabile.
6.
Vita et Veritas il 26 ottobre 2012 alle 20:09
Ben detto un corno!! Chi vi parla sa quello che dice del menefreghismo assurdo e bestiale di questa cara “madre” chiesa. E ne stanno facendo le spese troppi innocenti. E per la superficialità dei suoi seguaci bigotti che non lo sono perché credono, ma perché non hanno capito che il termine cristiano non è come una medaglia o una divisa ma una scelta che comporta l’ascolto di una Parola che se si conoscesse non si farebbero queste magre figure, per questo questi paladini difensori sono alla fine degli emeriti ruffiani che difendono l’esteriorità!

Se foste credenti, sapreste che il Signore dei vestiti e delle cariche non se ne fa proprio niente. Ecco perché la Chiesa diventa sempre meno credibile. Tu non puoi dire ad un innocente che ha ragione chi se ne lava le mani, che realmente se ne dissocia come se la cosa non gli riguardasse… quanti anni hanno passato nel convento quelle due donne? Ora che le hanno trattate da stracci e dimenticate, umiliate davanti al mondo intero che guarda con quanta crudeltà li lasciano morire nella loro “santa” indifferenza.

No, non hai capito niente! Non fare a gli altri quello che non vorresti fosse fatto a te! Il discorso evangelico non è uguale a quello umano e la giustizia ha un sigillo in più: la Misericordia. Siete spietati e il Signore si allontanerà da queste bestialità gridate tutti: a morte… e tirate le pietre… che ipocriti

Io sto assistendo direttamente ad un altro fatto in merito ad un consacrato che dopo 70 anni di dedizione senza indecenze e porcherie di alcun genere, lo stanno buttando via come uno straccio per aver fatto UNICAMENTE DEL BENE.

Caro Signore se tu fossi un cristiano vero, non ti sogneresti mai di banalizzare il dolore altrui. La verità è che di cristiani che ne sono rimasti pochissimi, la cosa che mi delude e che per la verità di questo messaggio ce ne sarebbero di frutti, ma non si coglieranno mai per colpa della vigliaccheria di coloro che obbediscono ciecamente, che pur vedendo l’ingiustizia, rimangono pilotati da comandanti che dall’alto fino ai Vescovi sono in realtà uomini senza cuore e senza fede, che credono che l’integrità appartenga solo a loro, che vedono la trave nell’occhio dell’altro, che usano pregiudizio e maldicenza perché malati dentro! Un vero Vescovo non avrebbe mai risposto così, senza prima indagare per vedere se poteva fare qualcosa e rendere giustizia è quello il suo dovere, non quello di essere scusato dai lecca lecca ignoranti.

Questo sarebbe un Pastore? No, perché scappa, e non si impiccia… pagherà questa omissione di soccorso.

E poi ci lamentiamo degli scandali? Ma c’è modo e modo di fare scandalo, anche questo è uno scandalo, anzi di più e un vanificare discorsi fatti per secoli, e diventa come un plagio mentale secolare, fare credere che esista la carità e l’amore, incitare al bene e alla comunione e poi quando è ora di concretizzare, non c’è più nessuno. Dove sta la diversità di non essere del mondo… rinnegando la sua stima e il suo prestigio, invece di essere di Dio, quando l’esempio primario è quello di coprire la verità e mettere a tacere chiunque pur di mantenere la legge condannata da Gesù per primo, fino al punto di uccidere perfino i figli suoi!

Un’altra mafia! Peggiore perché usano perfino Dio, vorrei tanto che finisse questo schifo di mondo, hanno ucciso perfino la speranza, sono rimaste solo belle parole, davanti a chi geme e muore, in nome di Dio!

7.

Suor albina Lo cantore il 26 novembre 2012 alle 18:50

Io sono suor Albina, ho letto i commenti.

rispondo dicendo che auguro a chi dice “non sempre la verità processuale coincide con quella reale”, di passare la stessa cosa che abbiamo passato noi, così sarei contenta di vedere se scriverebbe le stesse cose. Poi dico che purtroppo una gran fetta della nostra povera Chiesa è marcia (anche il Papa lo ha detto, si informi), sia nei suoi “Ministri” che, purtroppo, anche nei suoi laici. La Chiesa non è una squadra di calcio, dove i fedeli sono ultras spregiudicati e violenti, che difendono con mazze ed insulti i propri beniamini. purtroppo la Chiesa è piena di bigotti bacia mani, che, o infilano la testa sotto terra per non ammettere le nefandezze dei loro “Pastori, o fanaticamente li difendono vergognosamente perdendo il lume della ragione, ancora peggio il lume della fede. Si informi informi veramente come sono andate le cose, forse dopo le verrebbe meno il desiderio di baciare le mani e difendere chi ha veramente fallito la propria missione di ministro di Cristo. grazie suor Albina

8.
Suor albina Lo cantore il 26 novembre 2012 alle 19:56
ho letto ora i commenti dei signori difensori del vescovo. Le realtà processuali non sono veritiere? le auguro di tutto cuore di passare ciò che abbiamo passato noi, così chissà se direbbe la stessa stupidaggine. purtroppo, quando certi esponenti sporchi della chiesa vengono smascherati, ci sono tanti fanatici nella nostra chiesa, che preferiscono o mettere la testa sotto terra come gli struzzi, per non ammettere la sporcizia che è emersa, o peggio difendere quella sporcizia divenendone consapevolmente (cosa vergognosa) o inconsapevolmente (per ignoranza) loro complici. Ripeto che: i bigotti sono anche peggio di chi difendono, perchè creano fanatismo e omertà che uccidono la nostra povera chiesa. marcio su marcio! cosa può creare ancora più marcio; e la nostra chiesa è piena di falsi profeti accompagnati da bigotti bacia mani, che fanatici, agevolano e favoriscono le vergognose gesta di ipocriti sepolcri imbiancati, travestiti da ministri di Cristo. la Chiesa non è una squadra di calcio e certi fedeli non dovrebbero essere degli spregiudicati ultras della vergogna.

PROSSIMO AGGIORNAMENTO:
Assoluzione in Corte d’Appello ad Ancona di Pierpaolo; protesta di Pierpaolo in Piazza a Camerino; proteste di suor. Albina, suor Teresa e Pierpaolo a Bari e a Modena. A presto!

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